sabato 22 febbraio 2014

Pantheon di Roma o Santa Maria ad Martyres


Il Pantheon di Roma è una meraviglia che si può iniziare ad assaporare da lontano o può travolgerci tutto insieme, affascinando la vista in due modi diversi ma del tutto estasianti. La foto mostra la suggestiva immagine provenendo da Via del Pantheon; la vista inizia ad assaporare gradualmente quel che presto arriverà, è un piccolo assaggio, come se la meraviglia volesse permetterci di familiarizzare prima di riversarci tutto la sua bellezza; si colgono alcune delle colonne e parte della facciata, si inizia già a percepire quanto incredibile sia la sopravvivenza di tale meraviglia architettonica.



Se è un'altra la via a condurre al Pantheon, l'approccio sensoriale sarà del tutto differente. Se prima è stata consultata una mappa, i passi saranno guidati dalla consapevolezza di essere in prossimità dell'edificio, se invece il percorso seguito è per puro istinto, la sorpresa sarà ancora maggiore. Provenendo da via Giustiniani, si potrà prima cogliere, mentre si percorrono gli ultimi metri della via, l'imminenza della piazza, il cui spazio aperto si noterà già; sarà però nel momento in cui la fine della via verrà oltrepassata, in favore della piazza, l'istante in cui la grande meraviglia avvolgerà visivamente il nuovo arrivato. Con uno splendore a dir poco unico, riempirà tutto spazio visivo, per la bellezza ancor prima che per le dimensioni considerevoli. Come se non bastasse, anche un obelisco si aggiunge a fare da cornice alla spettacolare visione.

foto di I.P.

lunedì 13 gennaio 2014

Rodin: il marmo, la vita. Mostra a palazzo reale, Milano, fino al 26 gennaio

Dal 17 ottobre 2013 Palazzo Reale a Milano ospita un'interessantissima e altrettanto ricca mostra monotematica su Auguste Rodin, celebre scultore francese. La mostra è ospitata dalla meravigliosa Sala delle Cariatidi, celebre sala che, nonostante i lavori di restauro del secondo dopoguerra, ha preservato i segni dei pesanti bombardamenti subiti. L'eleganza dell'ambiente, tale da spingere Pablo Picasso a sceglierlo come sede dove esporre Guernica, fa da perfetta cornice alle splendide sculture di Rodin. La mostra, la più grande mai organizzata sull'artista, espone numerose opere provenienti dal Museé Rodin di Parigi. Un percorso sapientemente esposto che, tramite la fruizione delle 62 opere, permette di apprezzare a pieno non solo la grande abilità di Rodin, ma anche la sua graduale evoluzione artistica, attraverso le sue diverse fasi.

L'uomo con il naso rotto


Il bacio


La donna pesce



Ritratto di Victor Hugo


Tramonto nella periferia milanese, via Edolo.

Foto I.P.

lunedì 18 novembre 2013

Sant'Antonio Abate, Milano


Chiesa di Sant'Antonio Abate, via Sant'Antonio, Milano. Assolutamente in centro, a breve distanza dal Duomo e ad ancora meno dall'Università Statale, che si trova nella via parallela, a meno di un minuto a piedi, avendo persino una sede distaccata nell'edificio adiacente. Il complesso venne costruito nel XIII secolo ad opera dei frati Antoniani francesi di Vienne, che ivi provvedevano alla cura dell'ergotismo, coi metodi del periodo. I frati si dedicavano inoltre all'allevamento dei maiali, che pascolavano liberamente nei dintorni, tanto che i Visconti dovettero vietare esplicitamente l'uccisione di questi loro animali da parte della popolazione. L'attività degli Antoniani subì la prima restrizione con la creazione dell'Ospedale Maggiore Ca' Granda, che iniziò ad occuparsi di tutta l'attività medica cittadina, mentre le restanti attività cessarono nel 1577, quando il complesso di Sant'Antonio Abate venne affidato all'ordine dei Teatini. I Teatini vennero scelti da San Carlo Borromeo, poiché considerati più in linea con il suo intento riformatore. Nel 1582 iniziarono i lavori con cui cambiò quasi totalmente l'immagine del complesso, infatti venne realizzato un nuovo progetto, di Dionigi Campazzo, lasciando dell'antica chiesa i due chiostri (uno accessibile dall'entrata dell'università) e il campanile (quest'ultimo tra i migliori esempi di opera lombarda in terracotta del periodo). La facciata attuale è invece un'opera ancora più tarda, realizzata nel 1832, in stile neoclassico. L'interno della chiesa è molto ricco e affascinante, con una grande varietà di affreschi, dipinti, marmi e dorature. Tra i diversi autori troviamo Procaccini, Morazzone e Moncalvo. L'unica navata centrale ha ai suoi fianchi sei cappelle, tre per lato. Particolarmente impressionanti, appena si entra, sono i vivaci affreschi che abbelliscono il soffitto, rappresentazione della via crucis. Sulla parete da cui si entra, proprio sopra l'entrata, è posto l'organo a canne.

domenica 17 novembre 2013

Cappella di Sant'Aquilino, Milano


Cappella di Sant'Aquilino, Milano. Dalla già interessante basilica di San Lorenzo Maggiore, lungo corso di Porta Ticinese, dove si trovano le celebri Colonne di San Lorenzo, si accede alla Cappella di Sant'Aquilino. Dopo essere entrati, andando verso destra si nota dopo poco un cancelletto; pagando 1-2€ si ha modo di accedere all'interno della Cappella di Sant'Aquilino. Questo luogo, prima dedicato a San Genesio, risale al V secolo, ed è un ottimo esempio di edificio paleocristiano ancora intatto. Purtroppo si sono perse nel tempo quasi tutte le ricche decorazioni che ornavano le pareti, ma di queste fortunatamente si sono salvati alcuni mosaici e alcuni affreschi romani, per quanto logori. Ricorre nei mosaici l'elemento dorato, di ispirazione tipicamente bizantina, soprattutto nel più celebre Cristo con gli Apostoli. In un altro mosaico si trova quella che è molto probabilmente una preesistente rappresentazione del Sol Invictus, spesso identificato successivamente con la figura cristiana di Gesù. Tra gli altri elementi presenti nella struttura figura anche un sarcofago in marmo bianco, indicato in genere come appartenente a Galla Placidia, nobilissima figlia dell'imperatore Teodosio. In fondo alla Cappella si trova inoltre l'Urna di Sant'Aquilino, ma la sorpresa si rivela quando da una scaletta retrostante l'Urna si scende fino alle fondamenta paleocristiane della Cappella, dove si può vedere direttamente l'entità della struttura portante dell'edificio.

mercoledì 13 novembre 2013

Statua della Libertà del Duomo di Milano


La statua della libertà del Duomo di Milano. Nella gran quantità di statue ed immagini di cui è ricco il Duomo di Milano si trova anche questa caratteristica statua. E' posizionata a sinistra del balcone sopra il portone centrale. Il suo nome originale è "La legge nuova", è stata realizzata da Camillo Pacetti e risale al 1810, ben 70 anni prima dell'inizio della costruzione della Statua della Libertà di New York. La somiglianza tra le due statue è a dir poco evidente, in particolar modo per la posizione del corpo, con il braccio destro alzato, e per la corona in testa. E' molto probabilmente uno dei modelli ispiratori della Statua della Libertà.

martedì 12 novembre 2013

Monumento alle Cinque Giornate, Milano


Monumento alle Cinque Giornate, piazza Cinque Giornate, Milano. Questo monumento, iniziato nel 1881 e inaugurato nel 1895, è la grande opera di Giuseppe Grandi, creato per celebrare un fondamentale momento della storia milanese: le cinque giornate, che dal 18 al 22 marzo del 1848 videro i cittadini milanesi combattere contro il dominio austriaco, liberando la città. Per rappresentare le cinque giornate Grandi opta per un'allegoria di cinque donne, una per giornata, disposte intorno alla base da cui parte un elevato obelisco, insieme ad un leone e un'aquila. La figura più in basso è quella del leone, simbolo del popolo che si solleva contro la tirannia. La prima giornata è rappresentata da una donna che batte l'allarme su una campana, dando inizio alla rivolta. La seconda giornata è una donna che si copre il volto con le mani, mentre piange disperata per le stragi subite dalla popolazione nel secondo giorno di insurrezione. La terza allegoria è il capolavoro di forza ed energia, una donna più grande delle altre che con furia rappresenta l'orgogliosa riscossa popolare. La quarta e la quinta giornata sono vicine, avvolte insieme da una bandiera, la prima mostra il sentimento di speranza per la vittoria, mentre l'altra con energia suona la tromba, celebrando l'imminente vittoria. L'ultima figura che appare è quella dell'Aquila, simbolo di forza e libertà, che con le ali spiegate si alza in volo. Secondo le narrazioni dell'epoca, pare che, per rappresentare al meglio i due animali, Grandi abbia fatto pervenire un aquila dall'Ungheria ed un leone, con relativo domatore, dall'Austria, stuzzicando costantemente il leone per ottenere al meglio l'effetto di ferocia desiderato.